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Giovani, carini ed educati

10 maggio 2008  11:08

Radere al suolo il sistema scolastico e ricostruirlo a propria immagine e somiglianza è un desiderio neanche tanto velato di qualsiasi premier italiano: è un marchio a fuoco impresso nelle menti delle generazioni future, un segno indelebile del proprio passaggio come quello delle vaccinazioni infantili sulle braccia degli over 40.


Intenti a scrutare gli orizzonti di gloria, i nostri Cesari non si sono resi conto dei danni compiuti dai centurioni; grazie a loro la scuola è diventata il terreno in cui presentare e sperimentare le più bizzarre proposte educative, al punto che forse sarebbe ora di cambiare la denominazione del ministero da istruzione in educazione.

Secondo parlamentari, associazioni varie, giornalisti ed esperti a vario titolo interpellati negli anni, la scuola italiana dovrebbe prevedere lezioni di:


educazione sessuale, vecchia idea nata negli anni ’80 sull’onda lunga di paura dell’Aids;


educazione motoria, un modo per capovolgere la frittata e dare una nuova veste alla tradizionale educazione fisica, volgarmente detta ginnastica o cazzeggio. Peccato che per svolgere educazione motoria in modo corretto le scuole avrebbero bisogno prima di tutto di uno straccio di palestra (chiedere per informazioni ai duemila studenti dell'ITC De Felice di Catania, solo per citare un esempio locale);


educazione alimentare, tema già previsto da tempo all’interno di altre discipline, ma poco applicato nella pratica e che torna alla ribalta ogni volta che le ricerche evidenziano la crescita dell’obesità infantile;


educazione stradale, e qui già immagino il comandante dei vigili urbani in aula sommerso da pernacchie quando spiega come posteggiare correttamente scooter e catorci a quattro ruote tanto amati dai ragazzini;


educazione ambientale, idea recente figlia dei cumuli di spazzatura che invadono le nostre strade;


educazione teatrale e intelligenza emotiva! (ehhh???)


I genitori non potranno avanzare alcuna lamentela: i loro figli cresceranno educatissimi. Poco importa se poi avranno difficoltà a cogliere le sottili differenze fra Federico Moccia e Shakespeare, fra Baudelaire e Oreglio o fra un muro imbrattato e una necropoli etrusca. O no?



kaos   5 commenti

Esperto di informatica

02 maggio 2008  23:14
Titolo del Sole 24 Ore

L'esperto di informatica: «Ecco come scaricare i file dei redditi con eMule»

Dietro le quinte

Giornalista a cena: che cazzo, il sito dell'Agenzia delle Entrate è giù. Che cavolo mi invento adesso per l'articolo di domani?
Figlio di 16 anni: papà, sei un povero idiota. Ti ho spiegato decine di volte di nascosto dalla mamma come usare Emule per scaricare i video porno.
Giornalista: che c'entra Emule adesso?
Figlio: papà, ribadisco che sei un povero idiota, anche se nel 2005 hai dichiarato 30.000 euro. Vieni qua che ti faccio vedere una cosa...

kaos   5 commenti

Promemoria personale

01 maggio 2008  10:43
bimbo al pcQuando tuo nipote fra sedici anni ti videochiamerà col suo cellulare a comandi mentali per suggerirti il regalo per i suoi imminenti diciotto anni, presentagli il conto:

un pc fuori uso e un hard disk da buttare a causa della continuo gioco on/off del pulsante di accensione;
lettore dvd e storico lettore cd del 1993 ko per gli stessi motivi;
mini stereo scambiato per piatto della batteria, con filo dell'antenna fm disperso e ormai buono solo come soprammobile;
tre cd musicali (sì, quelli che si compravano una decina d'anni fa) usati come fresbee in casa.

In questo momento se non avessi il mio misero notebook con casse incorporate, mi toccherebbe vivere come un barbone in automobile per ascoltare  un po' di musica..


kaos   5 commenti

Naufragio democratico

18 aprile 2008  10:31

Si fa un gran parlare nei commenti post voto di questi giorni di questione settentrionale e dell’incapacità del vecchio centrosinistra di comprendere i problemi dell’area più ricca e produttiva del Paese.

L’impressione che ricavo dal mio piccolo punto di osservazione è che il PD, preoccupato dalla frana imminente anche nelle regioni rosse, abbia abbandonato da anni al proprio destino l’irredimibile Sicilia. Sembra che al di là delle blande dichiarazioni di lotta alla mafia, i vertici del partito abbiano deposto le armi e si siano arresi di fronte alla “gloriosa macchina da guerra” del terzetto Berlusconi-Cuffaro-Lombardo, capaci di creare uno scientifico sistema di raccolta voti e consenso popolare.


Sembrano secoli, ma solo 14 anni fa oltre il 60% dei catanesi mandava al ballottaggio a sindaco due uomini come Bianco e Fava; in poco meno di un decennio quel patrimonio di consensi è svanito, volatilizzato in favore dei venti autonomisti dell’MPA. Oggi i numeri dicono che a Catania la sinistra non esiste e che il PD raccoglie a stento il 20%; in alcune sezioni del quartiere San Cristoforo il consenso per il centrodestra ha raggiunto percentuali bulgare e il PD ha racimolato a stento il 5%. E’ un dato clamoroso perché proviene da un quartiere martoriato dalla presenza dei clan mafiosi e messo ko dalla disastrosa amministrazione Scapagnini: eppure al momento del voto tutti si sono ricordati dei litigi del governo Prodi e non dei topi che circolavano nei corridoi, gentile ricordo di un’amministrazione comunale incapace di assicurare perfino la derattizzazione di una scuola elementare.


Fra i candidati più votati alle regionali in questo quartiere figurano:


Orazio D’Antoni, ex Assessore Comunale all’Ecologia, uomo nato e vissuto in quei vicoli e che sicuramente ha profuso impegno per migliorarne la vivibilità, ma anche fra i colpevoli del raddoppio della tassa sulla spazzatura e delle frequenti proteste dei netturbini locali;


Nino D’Asero, commercialista ed ex Assessore Comunale al Bilancio e quindi corresponsabile del buco finanziario che obbliga il comune a ritardare il pagamento degli stipendi e a mantenere le strade come un colabrodo;


Vincenzo Arena, ex vicesindaco ed Assessore alle Politiche Scolastiche, in una città in cui come detto capita di trovare topi nelle aule quotidianamente frequentate da bambini.


Tutto questo non conta per gli elettori del quartiere. Ha ragione Saviano quando sostiene che nei grandi ghetti popolari il consenso viene conquistato in cambio di un tozzo di pane o, più semplicemente, di un favore.

Avete presente Wolf, il risolvitore di problemi interpretato da Harvey Keitel in Pulp Fiction? Il politico utilizza il potere di cui gode  per entrare in contatto con il pensionato, il disoccupato o il piccolo artigiano e risolverne i problemi quotidiani: una chiamata al dirigente dell’azienda del gas per la questione della bolletta non pagata, un’altra all’ufficio comunale ICI per invitare ad avere un occhio di riguardo nei confronti di Tizio o Caio, un caffè con chi di dovere per stracciare una multa.


I patronati di assistenza fiscale e legale diventano così i nuovi avamposti della politica in un territorio in cui da tempo hanno alzato bandiera bianca i sindacati e le tradizionali sezioni di partito. Basta fare un giro in quel dedalo di viuzze comprese fra la via Plebiscito e via della Concordia per incrociarne più d’uno, quasi tutti gestiti da persone vicine a politici di una stessa area e capire perché riescono a muovere centinaia di voti, con risultati molto più efficaci di una cena allo Yachting Club o un incontro pubblico al centro culturale Zo.


E’ la frontiera moderna del vecchio voto di scambio? O piuttosto la declinazione reale di quell’idea nebulosa di radicamento nel territorio più volte sollecitata in questi giorni? In ogni caso è una realtà che un partito a vocazione maggioritaria non può ostinarsi a non considerare, pensando di creare proseliti con salsicciate e concerti durante le feste dell’Unità, oggi come decenni fa.



kaos   12 commenti

Non sparate sullo scrutatore

12 aprile 2008  09:35
Ancora una volta il tenutario di questo blogghino sarà impegnato nella veste di segretario di seggio, nel meraviglioso quartiere di San Cristoforo, a Catania. Avrei una mezza idea di twittare qualcosa direttamente dal fronte, ma probabilmente prevarrà la pigrizia e la voglia di non spendere qualche euro per l'invio di messaggi dal cellulare.

Piuttosto, mi piacerebbe che all'indomani del voto non si alzasse il solito polverone sui brogli e sui presidenti di sezione al servizio di questa o quella parte politica: vi assicuro che nel 99% dei casi ai componenti del seggio non può fregare di meno della vittoria di Walter o Silvio, ma vogliono solo finire al più presto e senza casini, per intascare dopo mesi il lauto compenso. La retribuzione di scrutatori e segretari in Sicilia per queste 25 ore è di 170 euro, mentre i presidenti ne  percepiranno poco più di 200: una badante o un ragazzino addetto al volantinaggio guadagnano di più e non devono lottare su ogni singolo voto contestato contro quei leccaculo del politico di quartiere che la legge definisce rappresentanti di lista.

Qualche amico mi ha chiesto: chi te lo fa fare? Ti pagano una miseria, non sei dipendente pubblico e quindi non hai diritto a permessi retribuiti, è tutto tempo sottratto al tuo lavoro e, come sempre, al termine dei due giorni sarai più incazzato e demoralizzato di prima per l'esito scontato delle elezioni regionali.

La verità è che mi piace. Mi piace respirare per due giorni l'odore nauseabondo del voto di scambio così da riconoscerlo ed evitarlo in futuro, mi piace percepirlo nei volti dei votanti e nei movimenti sospetti nei pressi della scuola, mi rincuora il senso civico di quei vecchietti che dopo la messa mattutina delle otto sono già in fila con la tessera elettorale in mano, mi fa sorridere l'idealismo di quei giovani che rapidi come un pendolino entrano ed escono dalla cabina perchè sanno già ciò che è giusto fare. In quarantotto ore hai modo di riflettere su te stesso, sulla gente che ti circonda e sulla tua città. E' una terapia efficace per capire chi sei, dove vuoi andare, chi o cosa vorrai evitare nel tuo cammino.



kaos   7 commenti

Quando la pubblicità funziona

05 aprile 2008  12:36

In un periodo in cui perfino i maxi-cartelloni di Tezenis deludono e la campagna elettorale siciliana non propone novità trash degne di nota, il mio personale applauso va all'ideatore dei manifesti che annunciano il prossimo ciclo di rappresentazioni classiche a Siracusa e al fotografo Ferdinando Scianna: se fossi donna o gay non rimarrei insensibile al fascino di questo sguardo.


kaos   10 commenti

Si può fare

29 marzo 2008  19:21

Anni 30

Si narra che ovunque andasse Mussolini trovava città ordinate, pulite, pronte ad accoglierlo ed applaudirlo e si faceva l’idea di una nazione forte, che aveva superato le devastazioni della guerra e della crisi economica. In realtà, nei giorni che precedevano la visita, il potestà locale metteva in moto la macchina organizzativa per spazzare via il lerciume e mostrare una città splendente agli occhi del duce.

2008

Catania da mesi vive come una famiglia che non arriva a fine mese; non si pagano stipendi ai dipendenti delle cooperative, non si rattoppano le buche delle strade e non ci sono i soldi per riparare i naturali guasti agli impianti di illuminazione pubblica, con il risultato che a macchia di leopardo intere piazze e vie rimangono al buio.

Poi si viene a sapere che fra la fine di marzo e i primi di aprile i principali leaders politici faranno tappa a Catania, in Piazza Università, e come d’incanto il commissario facente le veci del sindaco reperisce i denari necessari a riportare alla luce la più importante piazza cittadina.



kaos   4 commenti

Sala toletta

16 marzo 2008  18:54
Oggi dal solito barbiere mi sono ritrovato in modo del tutto naturale a parlare con altri clienti in attesa e, nell'ordine:
criticare la classe politica inetta locale;
criticare i giovani adolescenti sempre più maleducati e strafottenti;
ricordare i bei tempi in cui si stava meglio.

Ho 32 anni, ma temo di avere un'età mentale prossima alla pensione!!


kaos   7 commenti

Consigli cinematografici

09 marzo 2008  17:58
E' un periodo di lavoro e di acciacchi fisici che limitano le mie incursioni da queste parti, ma mi preme segnalarvi qualche visione recente.

Caramel è il film con la più alta concentrazione di pelo degli ultimi anni (e non solo perchè le protagoniste gestiscono una sala parrucchiera).

Sweeney Todd è il solito meraviglioso film di Tim Burton, ma con un'atmosfera grandguignolesca che lo rende ancora più affascinante.

Il famoso cineforum alternative catanese, dopo un avvio piuttosto noioso, ha offerto tre film degni di menzione:

Cronaca di una fuga - Buenos Aires 1977 è la storia vera dell'evasione di quattro giovani ragazzi argentini da una "casa delle torture" ai tempi della dittatura militare: un film commovente e stilisticamente notevole.

L'estate di mio fratello è un film leggero italiano, una storia piccola ma in cui tutti i fratelli maggiori di una famiglia possono tentare di intravedere se stessi: la storia di un ragazzo e della sua reazione alla notizia dell'arrivo di un fratello.

Il vento fa il suo giro ha la forza di un trattato di antropologia. Film splendido per interpretazione e location, un piccolo paese della comunità occitana piemontese, alle prese con la diffidenza per l'arrivo di una famiglia straniera che altera gli equilibri e le certezze del villaggio.


kaos   7 commenti

I tutori della legge

29 febbraio 2008  15:34
Stamattina un solerte giovane dall'accento romano ha cercato di convincermi dell'importanza di abbonarmi alla rivista Polizia e Istituzioni.

"Lei conosce le forze di polizia?"
"Certo che le conosco.." (ops..hanno scovato nel mio pc qualche pornazzo scaricato da Emule?)
"Sa bene che gli agenti di polizia svolgono un servizio di pubblica utilità, esposti a critiche, offese personali, pericoli"
"Sì, sono i rischi del mestiere.."
"Ricorda le accuse di cui furono vittima dopo i fatti di Genova?"
"Sì certo" (ricordo anche altro a dir la verità)
"Potrebbe dimostrare la sua solidarietà accettando di ricevere in abbonamento la rivista Polizia e Istituzioni"
"Ma..gratis?"
"No, certo che no, bastere.."
"No grazie, non mi interessa"
"E' proprio sicuro?"
"Sì, e vorrei anche sapere chi vi ha dato il mio numero di cellulare e come conoscevate il mio nome e cognome"
"Ah ok ok, la saluto..."

Quasi quasi vado in questura e li denuncio..:-)


kaos   3 commenti

L'invidia del giovane blogger

23 febbraio 2008  10:56
Marianna Madia

Riassumendo, le critiche che sono state mosse alla capolista in Lazio del PD, Marianna Madia, sono:

essere figlia di un consigliere comunale romano, morto nel 2004;


collaborare con il centro studi di Enrico Letta;


avere avuto una tresca con il figlio di Napoletano;


essere riuscita, più in generale, a costruire una rete di amicizie e conoscenze nel mondo politico, in altre parole aver seguito alla lettera le regole base di un social network: discrete doti di base, amicizie, passaparola.


La cosa divertente è che queste critiche provengono dalla categoria del blogger, persona notoriamente umile e modesta che quotidianamente:


twitta le sue cazzate in pubblico;


condivide i suoi contenuti nei più insulsi aggregatori della rete;


crede di avere il carisma di Martin Luther King quando un suo post raggiunge i 30 commenti e viene citato da Luca Sofri;


escogita alberi di Natale e brindisi virtuali per qualche link in più;


crede che il massimo della notorietà sia la presenza nella top 100 di Blogbabel.


Svegliaaa…c’è vita oltre i nostri social networks. C’è chi si masturba per qualche lettore in più nel proprio feed e chi con scaltrezza coltiva altre relazioni sociali, conquistando la simpatia del buon uolter.



kaos   12 commenti

Meta-no o meta-si?

21 febbraio 2008  13:22

Ma se un giovane catanese volenteroso e con le pezze al culo volesse convertire la sua utilitaria a metano, dovrebbe percorrere i 220 km da Catania a Palermo con l’ansia di cercare al più presto  un distributore di metano per fare il pieno e non rimanere a piedi?

A quanto pare infatti un serbatoio a metano di 90lt ha un’autonomia di circa 260-300 chilometri, ma come sempre si tratta di valori teorici legati allo stile di guida, alle condizioni di carico e di traffico.

Purtroppo però lungo l’autostrada Catania-Palermo non ci sono stazioni di rifornimento di gas metano, quindi la soluzione sarebbe quella di fare il pieno alla partenza e cercare come un ossesso il primo distributore in centro a Palermo.

Una scocciatura per cui tutto sommato potrebbe valere la pena, considerando il risparmio di costo?

P.S. L’Eni è un’azienda pubblica. Lo Stato incentiva la domanda di metano per auto. L’Eni da cinquant’anni ammorba la Sicilia con le sue raffinerie. L’Eni-Agip gestisce, vado a memoria, due dei tre distributori presenti sulla Catania- Palermo. Ovviamente in nessuno di essi è possibile fare il pieno di metano. Senza scomodare don Raffaele e le sue legioni di autonomisti, qualcuno potrebbe avvertire l’Eni e far presente questo piccolo problema?



kaos   11 commenti
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